Hai fatto i conti dei watt. E adesso?
Se sei arrivato qui dopo aver letto
quanti watt servono per una festa,
la parte difficile è già chiara: quanta potenza serve per il numero di invitati
e per il posto. Quello che quella guida non può dirti è il resto, e il resto è
quasi tutto.
Perché la domanda vera non è “quanti watt”, è dove li metti, chi li regola e
cosa succede quando qualcosa non va.
Lo spazio conta più del numero di invitati
Cinquanta persone in un salone rettangolare e cinquanta persone in un
appartamento con tre stanze comunicanti sono due problemi diversi, con lo stesso
numero sulla carta.
Nel primo caso una coppia di diffusori ben posizionata copre tutto. Nel secondo
la musica arriva forte dove sta l’impianto e sparisce due porte più in là — e la
tentazione è alzare il volume, che peggiora entrambe le cose: assorda chi è
vicino senza far arrivare niente agli altri.
La soluzione non è più potenza, è più punti a volume più basso. Vale per le
case, per i giardini lunghi, per le terrazze con la zona tavoli separata dalla
pista.
In casa, in terrazza, in un locale
In casa il limite non è mai la potenza: sono lo spazio fisico e i vicini.
Servono casse compatte, posizionate in modo da non occupare il passaggio, e un
volume che faccia ballare senza far tremare i muri. Qualche punto luce cambia la
stanza più di quanto cambierebbe un impianto il doppio più grande.
In terrazza o in giardino cambia tutto: il suono si disperde, i bassi si
perdono per primi, e va verificato che la corrente disponibile regga. Ne abbiamo
scritto in
impianto audio interno o esterno. Se
le prese non bastano, portiamo un generatore silenziato.
In un locale o in una sala spesso c’è già qualcosa installato. A volte basta,
più spesso è dimensionato per la musica di sottofondo e non per una pista.
Veniamo a sentirlo prima, così sappiamo se integrarlo o sostituirlo.
Il microfono, che serve sempre e nessuno prevede
Gli auguri, il brindisi, il discorso dell’amico che ha preparato qualcosa: sono
i cinque minuti che tutti ricordano, e sono anche quelli in cui di solito non
c’è un microfono e metà stanza non sente.
Un radiomicrofono già pronto, con il livello tarato, costa pochissimo
nell’insieme dell’allestimento ed è la cosa che più spesso ci ringraziano di
aver previsto.
Le luci: dove sta la differenza vera
Su una festa privata le luci spostano il risultato più dell’audio, perché
l’audio o c’è o non c’è, mentre la luce decide se lo spazio sembra una festa.
Qualche punto colorato sulle pareti, una luce calda sulla zona tavoli e un paio
di effetti sulla pista trasformano una sala neutra. Se lo spazio lo consente,
teste mobili e un po’ di foschia portano il registro verso il club. Trovi il
ragionamento completo nella pagina luci e scenografie.
E per il momento della torta o dell’ingresso ci sono le
fontane fredde: scintille a bassa temperatura,
non pirotecnica, utilizzabili anche al chiuso dove la location lo permette.
DJ, playlist, o la tua musica
Non è obbligatorio prendere un DJ. Se hai una playlist e ti va di gestirla,
predisponiamo il collegamento e ti lasciamo il controllo.
Un DJ però fa una cosa che una playlist non fa: guarda la pista. Capisce quando
spingere, quando abbassare, quando cambiare genere perché l’energia sta calando.
Su una serata lunga è la differenza fra una festa che va a ondate e una che
tiene.
Quando conviene il tecnico
Per un allestimento semplice si può montare, spiegare come funziona e lasciarti
autonomo.
Per una serata lunga, con più momenti e più ambienti, avere
qualcuno che resta cambia parecchio: il volume che si adegua quando la stanza si riempie, il
microfono pronto quando serve, il cavo che cede sostituito senza che nessuno se
ne accorga. Soprattutto, è qualcuno che ci pensa al posto tuo mentre tu stai
alla tua festa.
Dicci com’è la tua
Quante persone, dove, al chiuso o all’aperto, quante stanze o zone, e che tipo
di serata hai in mente. Con questo ti proponiamo una configurazione concreta,
senza pacchetti prestabiliti.