La giornata, momento per momento
Un matrimonio non è un evento: sono cinque o sei eventi diversi, uno dopo
l’altro, ciascuno con la sua atmosfera. Il suono e la luce che funzionano per la
cerimonia sono l’opposto di quelli che servono in pista. Per questo ragioniamo
per momenti, e non per elenco di attrezzatura.
La cerimonia
È il momento in cui la tecnica deve farsi dimenticare. Le promesse, le letture,
le parole del celebrante devono arrivare pulite anche a chi è nell’ultima fila o
un po’ defilato sotto un ulivo — senza che si vedano casse ingombranti o cavi
attraversati sul prato.
Posizioniamo la diffusione in modo discreto e prepariamo i radiomicrofoni prima
che servano, già provati. Se la cerimonia è all’aperto, teniamo conto del vento
e della distanza: sono le due cose che più spesso si mangiano le parole.
L’aperitivo
Cambia tutto: le persone si spostano, parlano, si cercano. Qui la musica è un
tappeto, non un protagonista. Serve che ci sia ovunque allo stesso livello —
sotto il gazebo, in giardino, sulla terrazza — e che sia abbastanza bassa da
lasciar parlare senza alzare la voce.
È la parte in cui un impianto pensato male si sente subito: o c’è una zona dove
la musica non arriva, o ce n’è una dove nessuno riesce a conversare. Quando c’è
un’esibizione dal vivo, un duo o un sax, predisponiamo la sua linea senza
stravolgere l’equilibrio del resto.
La cena e i discorsi
I discorsi sono il momento più sottovalutato del ricevimento, e quello che
lascia il ricordo più forte quando riescono. Un microfono pronto, passato al
momento giusto, con un livello già tarato: sembra poco, ed è la differenza tra
un brindisi commovente e un brindisi che metà tavoli non ha sentito.
Durante la cena la musica resta sotto le voci. Se c’è un video da proiettare —
la storia degli sposi, i messaggi di chi non c’è potuto essere — lo prepariamo
in anticipo e lo mandiamo noi, così nessuno deve armeggiare con un computer.
Il taglio della torta
È la fotografia che resta. Si costruisce: la sala che si abbassa, la musica
scelta che parte al momento esatto, la luce che accompagna gli sposi, e —
quando lo volete — le fontane di scintille fredde ai lati.
Le fontane fredde non sono pirotecnica: sono
scintille a bassa temperatura, gestite via DMX, utilizzabili anche al chiuso
dove la location lo consente. Grande effetto, nessun rischio.
Il party
Qui finalmente si alza tutto. La pista deve spingere, il suono deve essere pieno
anche quando la sala è piena di gente che balla, e le luci devono costruire
un’atmosfera da club senza sembrare fuori posto rispetto al resto della
giornata.
Teste mobili, fasci, tubi LED, un po’ di fumo a bassa quota per dare corpo alla
luce. E un tecnico che resta alla console: la pista si legge in tempo reale, e
un DJ o un fonico che la sta guardando sa quando spingere e quando lasciar
respirare.
La location, quando cala il sole
È la parte che sorprende di più chi non se l’aspetta. Una villa, una masseria,
un giardino con gli ulivi: di giorno sono bellissimi da soli, ma al tramonto, se
nessuno li illumina, spariscono.
L’illuminazione architetturale li riporta indietro. Uplight
alla base delle facciate e delle colonne, fasci che attraversano i pergolati,
luce calda sui tavoli e sugli alberi. Gli ospiti quasi non ci fanno caso
razionalmente — percepiscono solo che il posto, la sera, è ancora più bello di
com’era al pomeriggio. Ed è anche ciò che permette al fotografo di lavorare
dopo il tramonto.
Un solo referente, dall’inizio alla fine
Il rischio più comune, in questo settore, è affidarsi a chi consegna
l’attrezzatura e sparisce. Il giorno del matrimonio nessuno ha voglia di
scoprire chi deve sistemare un microfono che non va.
Noi restiamo. La stessa persona con cui avete parlato al primo preventivo è
quella che conosce la vostra scaletta, e c’è
un tecnico del team presente per
tutta la giornata — dalla cerimonia all’ultimo brano. Se qualcosa va storto, si
risolve senza che ve ne accorgiate, che è l’unico modo accettabile di
risolverlo.
Ville, masserie, location all’aperto
Lavoriamo spesso in ville e location all’aperto in Campania, sulla penisola
sorrentina e in Costiera Amalfitana, e ci spostiamo nel resto d’Italia.
Gli esterni hanno regole loro. Il suono all’aperto si disperde molto più
rapidamente che al chiuso, quindi va dimensionato diversamente — ne abbiamo
scritto nella guida su
impianto audio interno o esterno. Se
la corrente disponibile non basta, portiamo un generatore silenziato. E quando
gli ospiti si spostano fra più ambienti, l’audio diventa multi-zona, con livelli
indipendenti per cerimonia, aperitivo e sala.
Per queste location il sopralluogo è quasi sempre una buona idea.
Come nasce il preventivo
Non abbiamo un listino, e non è una risposta evasiva: due matrimoni con lo
stesso numero di invitati possono richiedere allestimenti molto diversi a
seconda della location, di quanti ambienti si usano e di quali momenti volete
curare.
Quello che ci serve sapere è semplice: la data, dove, quanti siete più o meno, e
che tipo di serata avete in mente. Da lì costruiamo una proposta su misura,
scritta, senza impegno — e quello che leggete è quello che pagate.
Se volete farvi un’idea di cosa incide sul costo prima ancora di scriverci,
l’abbiamo spiegato apertamente in
quanto costa noleggiare audio e luci per un matrimonio.
La cosa più utile che potete fare adesso è dirci la data. Le date buone si
riempiono con mesi di anticipo, e verificare la disponibilità non costa nulla.